| Scandalo al Partouche di Cannes |
|
 La notizia ha fatto il giro del mondo, non solo dei forum italiani: quanto è successo al Partouche Poker Tour al povero Mustapha "Mustacchione" Kanit non può passare in secondo piano. Il giovane e talentuoso giocatore è stato vittima di una vera e propria truffa autorizzata, una truffa che ha visto favorito un giocatore francese (e quindi di casa) nei confronti del nostro connazionale. Per coloro i quali non fossero ancora a conoscenza dell'accaduto, riepiloghiamo brevemente come si sono svolti esattamente i fatti (poiché alcuni siti sono stati imprecisi o hanno fatto un po' di confusione). Durante una mano dell'evento da 1500 euro di buy in, su un board abbastanza neutro (2 2 3 8rainbow), al turn l'avversario di Mustapha esce puntando 2000 chip, subendo il rilancio dell'azzurro a 5700. Il francese controrilancia a 13000, rimanendo con circa 20000, e Mustapha si chiude a riccio per riflettere. Un altro giocatore al tavolo chiama il tempo e interviene il floorman, che senza dire una parola comincia il conteggio. Quando mancano dieci secondi il floorman pronuncia i numeri ad alta voce, in francese, e qui cominciano le prime proteste di un altro giocatore al tavolo, Mickey "mement_mori" Petersen, che chiede invano un conteggio in inglese. Tra il "due" e l'"uno", Mustapha effettua l'ennesimo rilancio mandando praticamente all in l'altro giocatore; il quale immediatamente folda, gettando la sua mano oltre la linea del tavolo che delimita l'azione. Dopo qualche secondo, un fiero Mustacchione mostra A7o per il bluff, scatenando le ire dell'avversario. Dopo aver fissato il board qualche istante, il giocatore francese riprende la sua mano e comincia a dire che la mano di Mustapha va foldata perché non aveva risposto in tempo al conteggio, cosa assolutamente non vera. A questo punto interviene anche Michael Binger a prendere le difese di Kanit e qui accade l'incredibile: gli altri quattro giocatori del tavolo (francesi) e persino il floorman danno ragione all'avversario di Mustapha, mentre quest'ultimo sposta le chip in direzione del francese. Mustapha, Binger, Petersen e un altro giocatore (non francese, ovviamente) protestano vivacemente, chiamando qualcuno con più autorità del floorman in questione. Arrivano alcuni tizi che discutono in francese per più di 10 minuti e qui avviene la seconda cosa incredibile: la direzione permette al giocatore francese in questione di riprendere la mano e di poter agire DOPO aver visto il bluff di Mustapha. Il tizio ovviamente chiama con ATo e il river, un inutile 6, gli fa vincere il piatto. Tralasciamo il fatto che Binger, scioccato da tale sopruso (e da tale incoerenza: se la mano di Mustapha andava considerata foldata perché non aveva risposto in tempo, perché poi permettere al francese di effettuare il call sulla Five Bet di Kanit?) per protesta si è fatto restituire il buy in e se n'è andato, venendo tra l'altro bandito dal Palm Beach di Cannes come se avesse fatto, lui, qualcosa di illegale. La cosa sconcertante, come sottolineeranno anche nell'intervista che segue i nostri Kanit e Lacchinelli, è che in una cornice importante come il Partouche Poker Tour succedano cose da bisca clandestina. Ma veniamo a Mustapha, che nonostante l'amarezza e la rabbia ha trovato il tempo per rispondere a Pokerfactor. Ecco le sue parole: «Mi sono sentito totalmente impotente: ero lì e per quanto protestassi, non conoscendo il francese, non riuscivo a fare nulla. Sono stato usato, maltrattato, vittima di una vera e propria ingiustizia. La maleducazione dei floorman è totalmente inaccettabile, in qualsiasi contesto. Poi vedere come si sono comportati con Michael Binger, che cercava di aiutarmi perché non sopportava tale sopruso... è stato addirittura squalificato e bandito dal casinò, solo perché aveva provato ad aiutarmi. E dire che io neanche lo conoscevo. Persino Petersen ha provato a difendermi, senza successo. Sono deluso e amareggiato: viviamo in un mondo schifoso, dove chi ha il potere economico e chi conosce le persone giuste ha la meglio su gli altri». Riccardo Lacchinelli è stato uno dei primi a scandalizzarsi dell'accaduto, lanciandosi in doverose invettive tramite la sua pagina di Facebook. Il pro di Snai ci va giù duro, giustamente: «Ho provato a mettermi nei panni di Mustapha: a quest'ora sarei in galera in Francia», dice il Funambolo con il suo solito stile frizzante e ironico (ma non troppo, stavolta). « Sono cose che non possono succedere in nessun torneo, figurarsi nel Partouche Poker Tour che è il torneo più importante che si svolge in Francia. Da amico di Mustapha, da collega e giocatore, sono rimasto scandalizzato e voglio dare tutta la mia solidarietà a quella che si può tranquillamente dire essere la vittima di una truffa. Mi dispiace particolarmente perché Mustacchione è ancora un ragazzo, ha solo 19 anni e queste cose di sicuro fanno più male a quell'età . Sono contento che PokerFactor abbia deciso di dare questo spazio a questa notizia, perché cose del genere non vanno sottovalutate e soprattutto non vanno lasciate svanire nel nulla. Sono cose di una gravità assurda, cose che devono far riflettere. A me non è mai capitata una cosa simile. Nei tornei di poker, come in tutte le competizioni, ci vuole correttezza e soprattutto delle regole consone e chiare. Ripeto: la mia solidarietà è tutta per Mustapha». Articolo scritto da Pokerfactor |